Chic Address: Savoia Excelsior Palace – Trieste. Intervista all’architetto Elena Carrabs

Chi mi segue anche su Instagram saprà che giorni fa mi trovavo a Trieste per un corso presso il Savoia Excelsior Palace di Trieste, un raffinato hotel di lusso recentemente rinnovato, inserito in un monumentale contesto mitteleuropeo affacciato sul Golfo di Trieste.

Affascinata dai dettagli di pregio, dalle boiserie, dagli stucchi e dall’atmosfera dell’ambiente non ho potuto evitare di fare una foto allo stupendo salone e pubblicarla su Instagram, ripromettendomi di parlarne successivemente sul blog.

Ebbene, meraviglia della rete, tra i commenti alla foto ne leggo uno speciale: quello dell’architetto che ha realizzato il recente progetto di re-styling della struttura.

Si tratta di Elena Carrabs, architetto fiorentino che, dopo un brillante percorso di studi e successivamente di insegnamento, si specializza nell’intervento di restauro e di ristrutturazione di immobili storici, curando la progettazione globale degli interni per importanti e prestigiosi hotel di lusso.

Non posso quindi perdere quest’occasione: la contatto e organizzo un’intervista.

-Innanzitutto, Elena, mi piacerebbe sapere qualcosa di più di Lei : cosa l’ha portata a specializzarsi nell’ambito del restauro e della progettazione degli interni degli hotel di lusso?

Da sempre interessata al mondo dell’architettura e del disegno, mi sono iscritta alla Facoltà di Architettura con grande passione e nel corso degli studi ho coltivato l’interesse nel restauro degli immobili, nella progettazione e nell’architettura degli interni, fino a svolgere la tesi di laurea con il Prof Remo Buti, architetto ed artista eclettico che negli anni 60 e 70 fu (assieme a Mendini, Sottsass, Branzi, Natalini ed altri) un importante esponente dei movimenti di avanguardia che in quel periodo animavano lo scenario dell’architettura moderna. Presso la sua cattedra ho svolto anche attività di collaborazione come assistente alla didattica per alcuni anni, una esperienza estremamente stimolante e creativa. Nel contempo, svolgendo attività di consulenza presso alcuni studi fiorentini, ho iniziato ad occuparmi di hotels e abitazioni di lusso fino a farne sin da subito la mia attività principale fino ad oggi.

-Nel progetto di rinnovo dell’Excelsior Savoia Palace di Trieste da cosa si è lasciata ispirare?

Il Savoia Excelsior è un maestoso edificio di grande impatto e immenso fascino e certamente fu splendido al momento della sua costruzione, nel 1910. Sfortunatamente negli anni è stato modificato irrimediabilmente con interventi architettonici e stilistici di ogni genere che ne hanno annullato le caratteristiche estetiche originali e stravolto i dettagli stilistici.
Quando l’ho visitato la prima volta, nel febbraio del 2006, all’interno non erano più presenti i caratteri dell’architettura originale e prevaleva uno stile risalente agli anni 70 e 80, con colori scuri, materiali colorati (laminati), moquette anche sul soffitto, radica e specchi acidati scurissimi.

La sfida è stata ricreare un concept design che ridonasse all’edificio l’allure magnifica e lussuosa del Grand Hotel nell’autentico stile della Belle Epoque riletto però in chiave contemporanea per un viaggiatore del nostro tempo, quindi fin da subito ho cercato di immedesimarmi in quel mood e, chiudendo gli occhi, ho immaginato come lo avrei voluto.

Ho voluto realizzare un giardino d’inverno della sala lounge, e ho arricchito l’ambiente con pavimentazioni in marmo, con le cifre in metallo inserite nel pavimento, con le boiserie e con gli stucchi. E soprattutto ho riportato la luce naturale all’interno dell’edificio con tutti i mezzi possibili: inserendo un grande lucernario a padiglione ed ampie specchiere nell’ingresso e nella sala lounge, e utilizzando colori chiari, e materiali preziosi e brillanti.

Quali sono i materiali che l’affascinano di più e che utlizza con maggiore piacere nel Suo lavoro?

In ogni progetto cerco di scegliere i materiali che più ritengo adatti ad esprimere l’essenza ed il carattere del mio intervento sul manufatto architettonico. In generale prediligo l’ utilizzo di materiali naturali, quali pietra, marmo, legno e metallo.

Mi piace studiare dettagli che ne valorizzino le caratteristiche ed il colore. In particolare nei marmi e nelle pietre naturali, che spesso utilizzo per la creazione di disegni per pavimentazioni e rivestimenti murari, adoro cercare venature particolari, colori e sfumature che mi permettano di evidenziarne la preziosità e l’unicità.

Credo che l’utilizzo consapevole e “sensato” dei materiali naturali sia un omaggio ed un dovere nei confronti della natura, al fine di rispettarne il profondo valore intrinseco e di esaltarne l’irripetibilità (per creare il marmo la natura ha impiegato milioni di anni ed ogni lastra di marmo è diversa dalle altre, anche nel bianco statuario, quindi il compito è prima di tutto quello di rispettare il materiale, evitando scempi e sprechi, e di evidenziarne la differenza piuttosto che appiattirne l’anima con criteri di uniformità).

Crede che sia possibile trarre delle belle ispirazioni dagli arredi degli alberghi di lusso per l’interior design delle proprie abitazioni?

Certamente. Negli alberghi di lusso, sempre più confortevoli ed eleganti, ci sono infiniti spunti, sia nei materiali scelti, che nei tessuti utilizzati e nei dettagli di decorazione dei complementi di arredo, quali vasi, fiori, cuscini e oggettistica in genere.Nelle abitazioni private si hanno funzioni ed esigenze diverse, ma si possono creare, con buon gusto, delle situazioni molto interessanti ed eleganti. L’importante è scegliere magari un angolo particolare, un punto di vista privilegiato, un allestimento inconsueto con la scelta ad esempio di un colore più ardito su una base neutra, che focalizzi l’attenzione. Importante è scegliere un tema, una sensazione, una attitudine, che personalizzi l’ambiente, ma sempre senza esagerare .

Mi ha sempre affascinato la considerazione che l’hotel è in realtà una casa temporanea per chi vi alloggia e che, soprattutto nel passato, i lussuosi hotels con i loro spazi maestosi e gli arredi preziosissimi, rappresentavano delle esotiche ambientazioni da favola nelle quali anche per pochi giorni ci poteva immergere facendole proprie: nei miei progetti cerco sempre infatti di creare ambienti preziosi ma molto confortevoli ed elegantemente cosy, con l’utilizzo ad esempio di tessuti morbidi e piacevoli al tatto, e arricchendo gli arredi di oggettistica familiare raccolta ed esibita in ampie librerie e sulle consolle.

In particolare adoro gli specchi ed infatti in tutti i miei progetti ci sono ampie specchiere poste per enfatizzare gli spazi e per illuminarli, cogliendo la luce delle finestre e trasportandola con prepotenza all’interno degli edifici.

Con alcuni accorgimenti quindi, cercando di cogliere l’essenza dell’eleganza immanente del Grand Hotel, si possono creare delle ambientazioni lussuose e ricercate anche nelle proprie abitazioni, per ottenere il desiderato “effetto wow”.

-Se dovesse dare un consiglio a chi non si occupa di Interior design in maniera professionale, ma ama circondarsi di bellezza e vuole dare agli interni di casa un tocco di personalità, quale sarebbe il suo suggerimento?

Far entrare la luce, scegliere colori chiari e brillanti, circondarsi di libri, creare in ogni stanza un punto di vista privilegiato ed arricchire la casa di oggetti particolari e molti fiori.

La bellezza è in tutte le cose che amiamo e che esprimono la nostra personalità, quindi per poterne godere e per valorizzarle in modo elegante consiglierei di porle in evidenza senza creare caos, con semplicità e dando la possibilità a chi visita le nostre abitazioni di percepirne il senso.

Che siano oggetti, colori o profumi, importante è evidenziarli in un contesto allestito con eleganza e sobrietà, la loro personalità spiccherà naturalmente.

Come diceva William Morris: “nelle vostre case non abbiate altro che oggetti che ritenete utili o che considerate bellissimi”.

 

Photo credits: Savoia Excelsior Palace

Savoia Excelsior Palace 
Riva del Madracchio, 4
34124 Trieste
Tel.040 77941
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