Jacob Cohen: il denim di qualità sartoriale

Jacob Cohen

Mi sono avvicinata al marchio Jacob Cohen prima di sapere della tragica e prematura scomparsa di Nicola Bardelle, il fashion director che ne stava, proprio in questi anni, curando la produzione e la distibuzione. A capo dell’azienda veneta, Nicola aveva investito tutti i suoi sforzi e tutto il suo grande talento al fine di produrre un denim di qualità, realizzato con tecniche sartoriali, fondendo il khow-how delle aziende manifatturiere venete alla tradizione tessile giapponese e utlizzando materiali sceltissimi quale il cotone biologico tessuto a mano in antichi telai, la lana del Lanificio Barbera di Biella e bottoni gioiello.

L’appassionato lavoro svolto negli ultimi anni di vita ha portato i suoi frutti: nel giro di poco il trentacinquenne è riuscito a piazzare il brand tra i top retailer dell’abbigliamento, con un mercato prevalentemente italiano che però si sta espandendo sia nel resto dell’Europa che in Giappone.

Prima di cercare informazioni sul brand, principalmente per argomentare meglio questo post, il mio personale approccio ai prodotti Jacob Cohen, è stato completamente subordinato ai sensi. Il tatto e la vista di chiunque non possono infatti restare indifferenti al tocco con questo demin. L’accuratezza con cui viene prodotto, il taglio elegante, le cuciture, l’attenzione ai dettagli saltano all’occhio già ad un primo veloce sguardo. La vestibilità è talmente perfetta da sembrare “su misura”. Jacob Cohen sorprende e si posiziona aldilà di ogni possibile aspettativa in fatto di jeans.

La modellistica è perlopiù classica ed elegante, di quell’eleganza che non segue la moda di stagione, ma che rimane negli anni una “scelta di stile”

Il prezzo è adeguato alla qualità. Il che di questi tempi è rarissimo, brand del lusso compresi.

Trovarli in saldo o in qualche outlet, credetemi, è un vero affare.

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